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  • Paolo Avanzi

Qualche spunto teorico sulla creatività / Some theoretical tips about creativity


Sognare è fondamentale in un processo creativo, però non basta. Moltissime idee, all’apparenza geniali, si sono perse per strada per mancanza di un riscontro con la realtà. Per tradurre un sogno in realtà, occorre una buona dose di impegno che coinvolga capacità pratiche e spirito critico.

Robert Dilts osservando il processo creativo di Walt Disney ne individuò la strategia di creazione che prevede 3 ruoli: il sognatore, il realista e il critico.

Il sognatore è chi crea l’idea, chi ha la visione. Il realista chi si occupa di come realizzarla. Il critico è chi si preoccupa di individuarne i difetti e i punti deboli. Le idee che non superano la prova del critico vengono scartate o sottoposte ad un nuovo ciclo di creazione.

Se non vogliamo vivere solo di fantasia e sogni, occorre quindi avere uno sguardo rivolto alla realtà, il che implica conoscere il contesto in cui una certa idea dovrà prendere piede. Avere consapevolezza dei limiti delle nostre idee e delle aspettative del pubblico è quindi indispensabile.

Si tratta di osservare un’idea, che ci è venuta in mente, da punti di vista diversi. Questo per evitare di innamorarcene e di sopravvalutarla o, al contrario, di rimanerne spaventati al punto da rigettarla troppo presto.

Edward de Bono, il grande teorico della creatività, ha individuato una serie di punti di vista da cui dovrebbe essere esaminata una idea, 6 prospettive ognuna delle quali associata ad un cappello con un particolare colore.

1) Cappello bianco (Neutrale): analisi asettica di dati e informazioni.

2) Cappello blu (Razionale): stabilisce priorità, metodi e regole del gioco. Visione dall’alto.

3) Cappello nero (Negativo): l’avvocato del diavolo che rileva gli aspetti negativi.

4) Cappello giallo (Positivo): rileva gli aspetti positivi e i vantaggi.

5) Cappello rosso (Emotivo): esprime liberamente le proprie intuizioni ed emozioni.

6) Cappello verde (Creativo): indica sbocchi creativi, nuove idee, visioni insolite.

Utilizzando questi diversi punti di vista, si dovrebbe mettere in moto il processo creativo evitando il rischio di illudersi o disilludersi eccessivamente, sognare quindi senza il pericolo di inciampare per terra facendosi male.

Secondo il mio modesto parere, il motore del processo creativo sta nel cosiddetto “sognatore” della strategia di Disney o nel cappello verde di De Bono. Senza idee interessanti, originali non si produce nulla di nuovo. È per questo che un robot (anche in grado di compiere elaborazioni complicatissime) difficilmente potrà realizzare qualcosa di originale, a meno di non affidarsi al caso.

Un altro aspetto da tenere presente è la continuità nel tempo. Si può adottare la strategia creativa migliore del mondo, ma senza un tempo adeguato, si finisce col creare poco più che una bolla di sapone. Soprattutto in campo scientifico, le invenzioni più interessanti sono state frutto di anni di estenuanti ricerche; e la scoperta, non di rado, è avvenuta per caso.

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Dreaming is essential in a creative process, however, is not enough. Many apparently brilliant ideas fell by the wayside due a mismatch with reality. To translate a dream into reality, we need strong commitment requiring practical skills and critical thinking.

Robert Dilts observing the creative process of Walt Disney identified the creation strategy that involves three roles: the dreamer, the realist and the critic.

The dreamer is one who creates the idea, who has the vision. The realist deals with how to achieve it. The critic is who cares to identify flaws and weaknesses. Ideas that do not pass the test of critical are discarded or subjected to a new cycle of creation.

If we want to not only live of fantasy and dreams, we must look at the reality, which implies knowledge of the context where the idea will have to grow. Awareness of the limit of our ideas as well as of people expectations is therefore essential.

The point is to observe an idea from different points of view. This is to avoid to overestimate or, on the contrary, to be frightened to the point of rejecting too early.

Edward de Bono, the great theorist of creativity, identified 6 different views to evaluate an idea, 6 points of view each one associated to a hat with a particular color.

1) White Hat (Neutral): aseptic analysis of data and information.

2) Blue Hat (Rational): establishes priorities, methods and rules of the game. view from above.

3) Black Hat (Negative): devil's advocate that detects the negative aspects.

4) Yellow Hat (Positive): detects the positive aspects and benefits.

5) Red Hat (Emotional): freely expresses intuitions and emotions.

6) Green Hat (Creative): indicates creative outlets, new ideas, unusual visions.

By using these different points of view, you should start the creative process avoiding the risk of illusion or disillusion, and the correspondent negative consequences.

In my humble opinion, the engine of the creative process is the so-called "dreamer" of the Disney strategy or in the green hat of De Bono. No interesting ideas, original is not produced anything new. This is why a robot (also able to perform complicated calculations) is unlikely to create something original.

Another aspect to highlight is the continuity over time. You can take the best creative strategy in the world, but without adequate time, you end up creating little more than a soap bubble. Especially in science, the most interesting inventions were the result of years of extensive research. The discovery, not infrequently, occurred at the end by chance.

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