Da critico a intrattenitore? (From reviewer to entertainer?)

December 8, 2016

 

Nel frenetico mondo dei social network è sempre più scarso il tempo disponibile non solo per la riflessione, ma anche per la lettura. Al giorno d'oggi recensioni ovvero critiche di arte (lunghe 4 o 5 pagine), come si usava fino a qualche anno fa, sembrano improponibili, almeno per la pazienza del lettore.

Emblematico è Twitter con il suo numero davvero esiguo di caratteri che ci induce a limitarci al massimo per la scrittura... non parliamo poi della lettura.  Oramai è tutto un citarsi e uno scriversi addosso per farsi notare... Ma chi ti legge veramente?

In poche righe iniziali un comunicato per essere efficace deve già dire tutto.

E una seria recensione oggi non deve sottrarsi a questo vincolo? Ovviamente non ci sono limiti di testo ad una critica di arte... ma il punto è: quanti di noi sono disposti a leggersi attentamente una recensione che superi una pagina in A4? 

Il problema poi non è solo la lunghezza del testo. Un comunicato senza immagini o video a corredo ha  poco impatto visivo e rischia di finire nel dimenticatoio.

Diciamo la verità, non è un momento facile per i cosiddetti critici professionisti. Fortunatamente esistono ancora serie riviste a cui fare riferimento, o meglio le poche che sono sopravvissute alla crisi economica e di valori.

Il problema è ancora più grave considerando che il cosiddetto "Critico" di professione deve alzare la voce non poco per farsi notare e competere con lo sguaiato chiacchiericcio imperante dalla tv al web. E l'uomo della strada non distingue più, su uno schermo, l'imbonitore d'asta dal professore universitario.

Non è un caso che un personaggio come il prof. Sgarbi sia uno dei pochissimi "critici" in grado di far sentire la sua voce, e questo parlando non tanto di Arte, quanto di tutto il resto (Politica, Costume, Società...) giusto a ribadire il suo tono da gran affabulatore.

Insomma pare che chi intende occuparsi di critica debba essere soprattutto un buon intrattenitore, non dico per risvegliare le coscienze (ignoranti) della massa, ma almeno per scuoterle per qualche istante dal solito torpore. Come se tutto debba far spettacolo per aver diritto all'esistenza.

 

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In the fast-paced world of social networks, time is more and more scarce resource not only for reflection, but also for reading. Nowadays critical reviews long 4 pages or more, as used to until a few years ago, seem unthinkable at least for the reader patience.

Emblematic is Twitter with its very small number of characters that leads us to limit ourselves to to the maximum... 

In the initial few sentences a statement to be effective must already tell everything.

And a serious review maybe should take into account this constraint.  Obviously there are no limit to the text of art review ... but the point is: how many people are available to read carefully a review exceeding an A4 page?

The problem is not only the text length. A review without pictures or videos in support jeopardizes its visual impact and it is likely to end in oblivion.

So it is not an easy moment for so-called professional art reviewers. Fortunately prestigious magazines still exist to refer to... the few ones that survived the economic and cultural crisis.

The problem is even more serious considering that the reviewers must raise their voice to get noticed and compete with the raucous chatter prevailing worldwide from TV to the web.

It is no coincidence that Prof. Sgarbi is one of the few reviewers in Italy able to make his voice heard,  talking about everything  (Politics, Costume, Company ...) except Art, just to reaffirm his tone as storyteller.

So it seems that those who intend to deal with art review should be, above all, good entertainers;  this not so much to awaken the consciences of the mass,  as to shake them for a few moments from the usual torpor. As if everything has to belong to show business for having the right to existence.

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