Il valore delle storie (Value of stories)

December 19, 2016

 

Nella mia attività di free lance mi occupo di creatività e relative storie (in coerenza col mio sito www.creativiestorie.com).

Parlare tanto di storia, di passato... potrebbe sembrare un controsenso in questo mondo così votato al progresso frenetico, alla ricerca di novità ad ogni costo. Abbinato poi al concetto di "creatività", quello di "storie" sembra stonare un poco... quasi che per "inventare", per trovare qualcosa di originale, bisognasse lasciarci alle spalle il passato, fare tabula rasa.

Soprattutto nelle società e nei lavori ad alta densità tecnologica, dove il tasso di evoluzione (ed obsolescenza) è rapidissimo, fermarsi a guardarsi indietro pare una totale perdita di tempo, se non una assurdità. Cio che è "vecchio" (e per essere vecchio basta che sia di una settimana fa) è da buttare, una inutile zavorra.

Purtroppo non parliamo solo di documenti, di tecnologie, o di "releases". Il vecchio, inteso come passato, riguarda anche e soprattutto le persone. Oltre i 50 anni le aziende non assumono più nessuno, anzi cercano di liberarsi al più presto dei dipendenti che hanno la sfortuna di superare tale soglia.

Conosco società multinazionali dal passato glorioso che pur di fare utili e ripagare adeguatamente gli azionisti hanno deciso di liberarsi della propria tradizione (ispirata ad un umanesimo demodé) per puntare tutto sulla competitività tecnologica. I risultati economici (almeno per l'immediato) sembrano dare ragione a queste società. Ma poi tra 5, 10, 20 anni che accadrà? Un bel conto in banca sarà sufficiente a ripagarci di una memoria resettata? Continueremo sempre a guardare all'ultima versione del tal prodotto, dimenticandoci di tutte le precedenti che abbiamo buttato nel cestino?

Quella di guardare sempre al futuro, scartando il passato, mi sembra una logica dal fiato corto. Dato che prima o poi tutti si diventa vecchi, equivale un po' a scavarci la fossa, giorno dopo giorno, a metterci dentro una bella bara ultimo modello che purtroppo non potremo apprezzare più di tanto.

Essere creativi, secondo me, significa trovare nuove soluzioni traendo forza dal passato. Se si esclude la nostra storia, si rischia di inventare continuamente l'acqua calda, cioè di far passare per nuovo ciò che è  già stato inventato, e che non conosciamo appunto perché di questo passato non ce ne siamo curati.

Sicuramente le applicazioni di oggi che girano sul web non esistevano (né erano immaginabili qualche anno fa) ma siamo sicuri che siano così essenziali per la nostra vita? E se sono importanti oggi, continueranno ad esserlo ancora per molto tempo? Tutto cambia, come in preda ad una corrente tumultuosa, ma è un cambiamento che ci coinvolge spesso alla superficie. Non per cadere nel filosofico, ma i grandi eventi (nascita, vita, amori, famiglia, morte...) resteranno sempre gli stessi, immuni alla evoluzione tecnologica. Si continuerà comunque a scrivere poesie, storie, a cantare e suonare musica, a divertirsi, ad ammalarsi oggi, domani come secoli fa.

L'importante è vivere una vita piena, che abbia un orizzonte abbastanza lungo da non essere compresso in un'unica direzione, in uno spazio che, giorno dopo giorno, è destinato ad assottigliarsi sempre più. Tenere traccia del passato, raccontare storie serve anche a questo, a riempire le nostre vite.

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In my freelance job I deal with creativity and related stories (in line with my website www.creativiestorie.com).

Talking so much about history, past ... may seem a contradiction in this world so hectic and voted to progress, in search of novelty at any cost. Furthermore the concept of  "stories" combined with that of "creativity", seems a little outdate ... as if to "invent" something original were necessary to leave behind the past, to make a clean sweep.

Especially in companies and in technology-intensive jobs, where the rate of evolution (and obsolescence) is very fast, looking back seems a waste of time, if not an absurdity. So what is "old"  should be thrown away, as useless ballast.

Unfortunately we are talking not only about documents, technologies, or "releases". The old, the past, also concerns especially the people. Companies do not hire anyone above 50 years; rather they try to get rid of the employees who exceed this threshold.

I know multinational companies (with a glorious past) that just to make a profit and repay adequately the shareholders decided to get rid of their own tradition (inspired by an old-fashioned humanism) to stake everything on the technological competitiveness. The outcome (at least for the immediate) seem to support these companies. But, for the next 5, 10, 20 years, what will happen? A nice bank account will be enough to balance an erased memory? Will we always continue to look at the latest version of our products, forgetting all the precedents we threw into the dustbin?

To look to the future, discarding the past, seems an ineffective short term logic . As sooner or later everyone will get old, so it equals a little 'to dig the grave, day after day.

Being creative, I believe, means finding new solutions drawing strength from the past. Excluding our history, it is likely to continually reinvent the wheel, that is, assuming new what has already been discovered.

Surely today's applications running on the web did not exist (nor were unimaginable) a few years ago, but are we sure they are so essential to our lives? And if they are important today, will they continue to be so for a long time? Everything changes, as in the throes of a tumultuous current, but it is a change limited often to the surface. Not to fall into the philosophical, but the big events (birth, life, love, family, death ...) will always remain the same, immune to technological evolution. We will continue to write poems, stories, to sing and play music, to have fun, to get sick today, tomorrow as it was centuries ago.

The important point is to live a full life, to have a long enough horizon that cannot be compressed just in one direction, in a space that, day after day, is expected to shrink more and more. Keeping track of the past, telling stories also is needed to fill our lives.

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