Creatività, facile a dirsi... (Creativity easy to say...)

August 18, 2016

 

Creatività è una bella parola di cui si riempiono la bocca un po’ tutti. Essere creativi è bello. Creativi lo siamo un po’ tutti. L’Italia un popolo di creativi… 

 

Il famoso fotografo Oliviero Toscani ha di recente parlato della creatività come di una grande illusione di massa. E’ creativo il manager che vuol darsi un tono, il disoccupato che passa il tempo per i cavoli suoi, il designer che ripropone sempre più o meno gli stessi modelli, è creativa la finanza truffaldina. 

Quando creativi lo si è un po’ tutti, non si capisce poi chi lo è veramente. Così si finisce con l’usare una etichetta di comodo che sancisce una ineluttabile omologazione. 

Forse contribuisce la vaghezza del concetto di creatività divenuto sinonimo di estemporanea fantasia se non di sospensione della doverosa “serietà”. Proprio l’opposto di quanto è richiesto da un reale sforzo di creatività.

 

E’ paradossale constatare come in un’epoca come la nostra caratterizzata da una tale sovrabbondanza di informazioni e di opportunità, siano in effetti così scarsi i risultati di effettiva originalità e novità, rispetto alle epoche passate condizionate da povertà e oppressione. Almeno in Italia assistiamo ad un continuo revival dei nomi degli anni ’50 e ’60 che appaiono dei “mostri sacri” rispetto a quello che c’è oggi in circolazione.

 

Non basta cliccare un pulsante sul pc o attivare una “app” per fare qualcosa di creativo. Un programma disponibile sul web non è che una applicazione creata da altri. Per un individuo che “crea” qualcosa su internet ci sono milioni di semplici utenti che vivono con un click una illusione di creatività. 

 

Basta prendere per un momento le distanze dallo schermo del pc per accorgersi come Facebook (tanto per fare un esempio). abbia finito per sostituire la nostra rete di rapporti reale con una virtuale, peggio di una droga. Troppa facilità di comunicazione disabitua alla fatica che è tipica del processo creativo. Si sta perdendo il senso della manualità e della materialità delle cose. Efficienza, ottimizzazione e standardizzazione ci disabituano alla creatività come capacità di fare.

 

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Creativity is a beautiful word often used haphazardly. "Being creative is beautiful. We are all creative. Italy is a nation of creative people ..."

 

The famous photographer Oliviero Toscani has recently talked about creativity as a large mass illusion. Creative is the manager who wants to feel himself important, the unemployed person who spends time with no ideas, the designer who always designs more or less the same models. Creative is also the fraudulent finance.

When everybody is creative, you do not understand who is really. So you end up using a convenient label that states an inescapable approval.

Perhaps it contributes the vagueness of the concept of creativity,  become synonymous with impromptu fantasy or suspension of "seriousness." Just the opposite of what is required by a real effort of creativity.

 

It is paradoxical to note that in an age like ours characterized by such an abundance of information and opportunities, the actual results of originality and novelty are so scarce, compared to past periods affected by poverty and oppression. At least in Italy there is a continuous revival of the artists of the 50's and 60's appearing as "sacred cows" compare to what is now available.

 

It is not sufficient just to click a button on the computer or activate an "app" to do something creative. A program available on the web is a pure application created by others. For an individual who "creates" something on the internet there are millions of users who feels (with a simple click) an illusion of creativity.

 

If you just take a moment to distance themselves from the PC screen, you will notice how Facebook (just as an example) replaced our network of real relationships with a virtual one, worse than a drug. Too easy communication made us unused to the fatigue which is typical of the creative process. We are losing the sense of manual and materiality of things. Efficiency, optimization and standardization hinder the creativity as ability to do.

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