top of page

Paolo Avanzi parla di Creatività e intelligenza artificiale nel canale YouTube @avanzidicultura

  • Immagine del redattore: Paolo Avanzi
    Paolo Avanzi
  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 5 min

La intelligenza artificiale può in qualche modo aiutarci anche a livello artistico, a livello creativo, perché se è vero che rappresenta in qualche modo una minaccia, come molti l’avvertono, come un rischio, come come un limite, non ne vogliono sapere, in realtà q questa tecnologia, ha sicuramente un'influenza o un impatto che non possiamo tralasciare.


Cos'è questa intelligenza artificiale? In parole povere è una tecnologia in grado di elaborare quantità enormi, infiniti di dati, immagini e suoni per creare soluzioni che fino a qualche anno fa richiedevano mesi e mesi di lavoro, di studi e quant'altro.


C'è un dibattito in corso piuttosto acceso sui limiti che dovremmo dare, sulle problematiche di tipo etico che interessano questa intelligenza artificiale. Insomma, è un dibattito ancora aperto ed è aperto soprattutto perché non si conoscono i limiti o i confini o dove potrà arrivare questa benedetta intelligenza artificiale.

Quindi se oggi abbiamo di fronte tematiche sicuramente interessanti, per non dire sconvolgenti, fra 10 anni, 20 anni cosa troveremo? E c'è questo pericolo che appunto questa tecnologia in qualche modo rischi di soppiantare l'intelligenza umana. Già oggi praticamente l'uomo su molti fronti non riesce a stare al passo con la tecnologia, con l'informatica, perché la capacità umana ha i suoi limiti elaborativi, cognitivi; quindi c'è questo divario che rischia di diventare sempre più forte, sempre più elevato.


Sicuramente sulla creatività può porre dei problemi questa intelligenza artificiale. Io vedo, tutti noi vediamo risultati, soluzioni a livello di immagini, di suoni e di video prodotti da queste soluzioni, da questi pacchetti. soluzioni incredibili, meravigliose: foto, dipinti, quant'altro, che hanno anche una valenza, se vogliamo, artistica, nel senso che si fa fatica a distinguere se è un prodotto, un manufatto umano o non umano. E questo è un po' il problema che si pone a livello creativo, cioè la creatività umana in qualche modo rischia di essere in qualche modo soppiantata da queste logiche, da queste tecnologie. Il problema è che per arrivare a soluzioni che siano in qualche modo così compatibili in linea con l'intelligenza artificiale, non occorrono grandi grandi expertise, non occorre essere esperto di musica o di pittura o quant'altro. E chiunque riesce a a padroneggiare queste soluzioni, queste app tecnologiche, riesce a produrre musiche, pitture, fotografie, di tutto, di più, con la stessa efficacia, con efficacia paragonabile a quella di tanti artisti che ci mettono il suo per creare queste immagini, queste musiche e quant'altro.


Tempo fa ho letto di una casa discografica che ha acquisito i diritti a di un'azienda di software per creare delle musiche, delle canzoni che sono praticamente di un livello, diciamo, analogo, paragonabile alle canzoni autentiche create da musicisti. Questo vale anche per per la pittura, cioè assistiamo a creazioni di tipo, tra virgolette, artistico da parte di queste soluzioni di intelligenza artificiale che sarebbero quasi indistinguibili, come valore, come validità rispetto a manufatti e artefatti.

Sicuramente queste tecnologie sono degli strumenti e come tali devono essere usati senza problemi, senza farsi prendere dal panico. D'altra parte ricordiamo ai primi del ‘900 come la fotografia ha, secondo me ,complicato la vita. Molti pittori pensavano: ma come! Io ci metto giorni e giorni a dipingere un quadro che raffigura un certo personaggio, arriva un fotografo che in pochi minuti riesce a fare una immagine più attendibile, più realistica del dipinto che faccio. Quindi posso immaginare che la fotografia a suo tempo abbia creato problemi simili. Pensiamo anche all'informatica degli anni '80 che ha praticamente automatizzato tutta una serie di operazioni manuali ripetitive di fatto mettendo in difficoltà molti lavoratori che basavano appunto la loro attività sull'aspetto manuale. E c'è stata una crisi, e una crisi che si è insomma in qualche modo risolta. Quindi se è vero che molte attività rischiano di morire, molte altre però possono rinascere, possono essere ricreate grazie appunto a nuove competenze che saranno richieste da questa intelligenza artificiale.


Ci sono molti lavori che secondo me andranno a morire e sono a rischio, dovrei dire, gli stessi doppiatori. E sembra, anzi è un un lavoro meraviglioso che da da decenni da lavoro a moltissime persone, ma gli stessi doppiatori hanno il timore che questa intelligenza artificiale nel momento in cui viene a riprodurre perfettamente la voce di un attore con altre lingue, capite bene che, ecco, questo è un rischio che molti doppiatori temono nel perdere il proprio lavoro. Questo è un timore, non so fino a che punto fondato, però ci può essere. Insomma, è probabile, anzi direi che è certo che una serie di professionalità verranno ad essere eliminate e dissolte dall'avvento di questa tecnologia, però altre è possibile che si spera vengano create e io ho assistito con una certa sorpresa a video che io stesso ho utilizzato, basati praticamente sulla generazione automatica di una serie di immagini, legate a frasi, a parole che facevano riferimento al testo della mia canzone. Quindi mi sono creato praticamente in pochi minuti video, non dico meravigliosi, ma video sicuramente d'impatto che hanno supportato le mie canzoni. Questi video sono anche visibili su YouTube, ma devo dire che tutto sommato se questa possibilità c’è, perché non coglierla? Questo è il punto per cui non c'è da preoccuparsi, non c'è da farsi problemi, secondo me, nell'utilizzare queste tecnologie, anche se sono tecnologie che in qualche modo rubano, se vogliamo, tra virgolette, l'attività ad altri operatori abituati a, come dire, operare in maniera più meccanica, più manuale e via dicendo.


Ma la sfida qual è? Secondo me, visto che non possiamo togliere di mezzo questa intelligenza artificiale, non possiamo porre dei freni al progresso scientifico tecnologico, eh questo non si può bloccare, non si può fermare. L'unica possibilità, secondo me, per l'artista è di andare oltre, cioè di cogliere questo stimolo che viene dato da questa intelligenza artificiale per andare oltre, cioè per essere più originali, più creativi di quello che può offrire questa intelligenza artificiale che non è altro che, alla fine, una una soluzione informatica o una macchina. Cioè l la creatività non è insita nell'intelligenza artificiale, la creatività è insita nell'uomo che la realizza. Ecco, questo è il punto. Per cui questi programmi, per quanto sofisticati siano, sono programmi, se vogliamo, meccanici, logici, razionali, non hanno nulla di creativo, anche se le soluzioni che partoriscono possono apparire creative o addirittura indistinguibili da analoghe creazioni fatte da esseri umani. E quindi secondo me la soluzione vera è di essere ancora più originali, più innovativi di quanto può fare una una macchina che è pur sempre una macchina. Il che non è semplice, però può essere uno stimolo, secondo me, per l'artista che deve andare avanti.



 
 
 

Commenti


Post in evidenza
Post recenti
Archivio
Cerca per tag
Seguici
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square
  • Youtube
  • Instagram
  • Facebook B&W
  • X
  • Tumblr Icona sociale
  • Pinterest Icon sociale
  • TikTok
  • LinkedIn B&W
  • Vimeo Icona sociale

© 2026 created by Paolo Avanzi

bottom of page