Collettiva "Dal segno alla figura" alla Country House di Rosolina (Rovigo)

Artisti: Paolo Avanzi, Franco Azzinari, Franz Borghese, Remo Brindisi, Salvo Lombardo, Francesco Musante, Ugo Nespolo, Giorgio Penzo, Gabriele Poli, Enotrio Pugliese, Giuliano Trombini.

Sede: Country House Gallery

Luogo Viale Marconi, 80 - Rosolina (RO)

Per info:

- Web. https://www.artmajeur.com/it/countryhousegallery/

  • email: countryhousegallery@gmail.com

  • cell: 3401066977

Durata: 9 - 14 Agosto

Vernissage: Domenica 9 Agosto - ore 17.00

Genere: Pittura, arte moderna e contemporanea.

Orari ore 16.00 – 19.00 o su appuntamento

Ingresso: libero

Curatore: Paolo Avanzi

ABSTRACT

Mostra collettiva di arte moderna e contemporanea incentrata sui rapporti tra segno e figurazione.

TESTO.

Country House Gallery, location di campagna nel delta del Po, presenta una collettiva di artisti italiani, a cavallo tra secondo novecento e terzo millennio, le cui opere esposte sono rappresentative dello stile degli stessi artisti.

Questa mostra intende porre l'attenzione sui rapporti tra l'aspetto formale e quello contenutistico relativo alla figura. Confine quanto mai labile quello tra segno e colore, tanto che si può dire che l'uno ha bisogno dell'altro per dare consistenza visiva a quanto si intende rappresentare.

Eppure ci sarebbe da supporre che alcuni artisti partano dal colore o dalla potenza di una immagine nel suo complesso, mentre altri si lascino sedurre dalla forza del segno, inteso come limite e struttura dell'aspetto figurativo. Un esempio di questo secondo versante è rappresentato dalla pittura di Giorgio Penzo, artista veneto operante tra gli anni '50 e '60 di cui sono esposte varie opere. In questo caso è proprio la potenza del segno fatta di tratti scuri, profondi, sofferti a caratterizzare il soggetto; mentre il colore è ridotto ad un accessorio. E le opere di questo artista dimostrano come la forma predomini sul contenuto e diventi essa stessa figurazione.

Anche in Gabriele Poli il tratto formale ha una forte valenza, tanto da dare sostanza alle mutevoli e dinamiche figure che perderebbero riconoscibilità se lasciate in balia del colore (che pure ha una notevole significatività nella sua raffinata variabilità).

In altri artisti invece ad imporsi è la suggestione dell'atmosfera fatta di sfumature e declinazioni cromatiche, così come di luci e ombre. Per cui l'aspetto formale, il segno sembra venire da sé, come una conseguenza della elaborazione dell'opera. E' il caso di artisti come Franco Azzinari, Giuliano Trombini e Remo Brindisi.

Ci sono poi altri artisti ancora come Ugo Nespolo e Francesco Musante in cui segno e colore appaiono perfettamente bilanciati nella loro forza e intrinsecamente connessi, tanto che appare difficile pensare se sia stata la forma o il contenuto ad ispirare l'opera. Probabilmente nel processo creativo questi aspetti sono talmente collegati da formare un tutt'uno. Ed è solo a posteriori che possiamo avere un'idea della preponderanza dell'uno piuttosto che dell'altro aspetto.

In effetti anche dove è il colore piuttosto che la forma grafica a dominare, la seconda dimensione per quanto sottintesa, affiora nel suggerire un ritmo complessiva all'opera analogamente a un sottofondo. Dopo tutto non è escluso che la prevalenza del segno piuttosto che del colore sia una variabile talmente soggettiva che ciò che appare agli occhi del critico o dell'osservatore non coincida con quello che si sviluppa nella testa dell'artista a cui interessa molto più il prodotto, il risultato finale, che non il processo, di cui egli forse non è nemmeno molto consapevole.

Paolo Avanzi

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