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Paolo Avanzi parla del rapporto tra verità e finzione. Video completo sul canale Youtube @avanzidicultura

  • Immagine del redattore: Paolo Avanzi
    Paolo Avanzi
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

In questa puntata parleremo del rapporto tra verità e finzione. Verità e finzione sono due aspetti così apparentemente distinti, indipendenti, contraddittori, ma in realtà sono piuttosto connessi. Verità e finzione hanno diverse cose in comune e parleremo di questo rapporto tra verità e finzione sotto l'aspetto soprattutto psicologico, ma anche sotto l'aspetto narrativo, letterario.

Spesso ci domandiamo quando è il caso di essere sinceri, di dire la verità agli altri e quando è il caso invece di dire una mezza verità, di dire una bugia, per magari per non contraddire, per non urtare la suscettibilità di chi ci conosce, per non rovinare un rapporto. Insomma, è un tema piuttosto complesso quello della verità e della finzione. non c'è una risposta univoca, dipende molto dal tipo di di rapporto che si ha, dagli obiettivi, dalla relazione, insomma, non c'è una risposta univoca. Però dal punto di vista psicologico, io direi che in base alla mia esperienza quello che conta soprattutto è l'efficacia che si vuol dare alla comunicazione, cioè l'obiettivo che vogliamo tenere. Questo è importante perché molti spesso tendono a dire "Se io mi sono sfogato, ho detto la mia verità, ho detto quello che pensavo, e magari c'è questa forma di soddisfazione dopo aver detto la propria verità, dopo essere stati sinceri, tra virgolette, nei confronti dell'amico, del conoscente che meriterebbe di essere informato sulla reale condizione o meglio su ciò che io penso veramente come soggetto. Ma in realtà, se vogliamo dirla tutta, ciò che fa testo non è tanto il fatto di voler essere sinceri a tutti i costi o di fingere in qualche modo.

La cosa importante, secondo me, è capire e avere presente cosa si vuole ottenere, se si vuole in qualche modo reinsaldare il rapporto, se si vuole fare in modo che il proprio interlocutore, il proprio amico abbia in qualche modo, come dire, una una svolta, una una direzione, un comportamento che sia in linea con gli obiettivi che noi ci diamo. Perché se noi vogliamo fare del bene al nostro amico, se vogliamo fare in modo che il nostro amico si indirizzi a una dieta, a un corso di lingua, piuttosto che a un atteggiamento più positivo, ecco, dovremmo allora tenere presente questo questo aspetto. Quindi verità e finzione sono due aspetti che possono essere anche complementari, nel senso che non è detto che uno debba dire la verità a tutti i costi. Se questa verità fa male, se la mia verità in qualche modo contribuisce a peggiorare il rapporto invece che migliorarlo, ecco che questa verità, secondo il mio punto di vista, non ha molto senso. E non è detto che si debba fingere per forza, però l'importante, secondo me, è tenere presente l'obiettivo che uno si pone. Qual è il tuo obiettivo? Il tuo obiettivo è che il tuo amico, il tuo conoscente vada in una certa direzione piuttosto che un'altra. E l'obiettivo è che il tuo figlio studi e che il tuo amico trovi un lavoro, trovi un partner. Ecco, se questo è un obiettivo che hai in testa, tu devi metterti nelle condizioni, nell'ottica, di dare un messaggio vero o falso, che sia, che sia in linea con questo obiettivo. Quindi vale anche la mezza verità, vale anche la finzione.

La finzione può avere anche il merito di rendere comprensibile la realtà nella misura in cui finisce per renderla così più convincente quasi. Cioè un romanzo, una commedia, se ben fatta, ti convince, ti trascina, ti motiva, mentre la realtà, per quanto vera, più vera della finzione, più vera della commedia.


 
 
 

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